L'attualità di Wyeth

April 3, 2020

Il pittore Andrew Wyeth, morto nel 2009 all'età di 91 anni, è vissuto durante gli anni in cui in America andavano di moda l’espressionismo astratto e la Pop Art. Guardato dall’alto in basso per molto tempo dalla critica ufficiale, considerato, semplicemente, “fuori moda”. Disdegnato, in quanto eccentrico e solitario artista retrò, afflitto da un sentimentale attaccamento al mondo rurale della Pennsylvania e del Maine, dove ha trascorso gran parte della sua esistenza, riproducendone con meticoloso realismo ogni filo d’erba, ogni casa, ogni solitudine. Oggi, per caso, l’ho riscoperto, notando come quei ritratti siano di una attualità stupefacente. Basti osservare questa serie di rappresentazioni di ambienti domestici e di esistenze asciutte e severe, in cui si annida il silenzio profondo della solitudine quotidiana, quasi da reclusi.

I paesaggi, le abitazioni, gli interni, gli uomini e le donne che Wyeth incontrò gli ispirarono una galleria di ritratti notevoli per la resa psicologica dei soggetti, accanto ad un rispetto umano che non è venuto mai meno, accompagnandosi talvolta a un pizzico d’affettuoso umorismo, altre volte a una scabra pietà. Tacciato di essere un esponente del gusto americano più popolare e nostalgico, Wyeth mi pare essere il contrappunto di Hopper. I suoi dipinti parrebbero eseguiti nel marzo del 2020: nessuno guardandoli, oggi, sospetterebbe che non è così.

 

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